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Spagna e immigrati, almeno tre cose da imitare

Fragole
La polemica impazza, ma almeno tre cose da copiare alla spagna in questo momento mi vengono in mente. Un anon sarà mai più possibile farlo, la moviola non c’è: la Spagna ha imposto una bella moratoria all’ingresso di rumeni e bulgari nel mercato del lavoro, e questo nonostante il loro ingresso in Europa. Noi italiani, non l’abbiamo fatto.   

Secondo: da tempo proprio con i rumeni la spagna ha siglato accordi stagionali per lavori ad hoc come la raccolta delle fragole in estremadura. Ciò ha permesso di far entrare le figure che servivano effettivamente sotto stretto controllo. Terzo: la Spagna sta collaborando con l’ecuador (sono secondi dopo i marocchini, nella classifica delle comunità più presenti nel paese) per il Plan retorno, specie in Murcia, la regione di maggior insediamento degli immigrati ecuadoriani. Il governo di Correa favorisce i rientri, ma questo non basta, ci vuole la collaborazione del paese di residenza. Aggiungo una quarta cosa, e cioè il fatto che la spagna da tempo sta effettuando selezioni all’estero del personale che serve effettivamente al paese utilizzando al rete consolare. I ministri Sacconi e Maroni sono persone competenti. Hanno già collaborato al welfare proprio su questi temi e tecniche. Sanno che il mercato richiede personale qualificato, che non ha capacità di assorbimento infinite. Quindi,  di là dalla bufera mediatica, sanno già cosa salvare dei vicini (non solo spagnoli) e dove mettere mano. Buon lavoro.