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La cooperazione tra aziende cinesi e italiane è vincente

Rita Fatiguso

Yu Yuantang, vice capo del dipartimento degli affari europei del ministero del commercio estero di Pechino era stato molto chiaro al termine della sua missione italiana a fine settembre: il committment cinese, aveva sottolineato, in particolare quello delle aziende cinesi in Italia, sarà altissimo in occasione della seconda edizione della China International Import Expo di Shanghai che sta per aprire i battenti.

Questa è la svolta del 2019, molto significativa per comprendere dove vanno i rapporti tra aziende italiane e cinesi. Ma anche le aziende italiane hanno risposto bene a questa nuova chiamata, tra Fondazione Italia Cina, Camera di Commercio Italo Cinese e Aice c’è un drappello di aziende che guida la presenza di espositori italiani presenti in fiera, per non parlare di quelli che sono presenti anche senza uno stand.

Fondazione Italia Cina fa la sua parte, accompagnando – con Aice e Camera di Commercio Italo Cinese – 90 aziende da tutta Italia. Marco Bettin, segretario generale della Camera, ribadisce che sono una trentina quelle provenienti dalla Puglia, a dimostrazione che l’esperimento dell’anno scorso ha dato i suoi frutti, le aziende parteciperanno in uno spazio espositivo dedicato organizzato dalla Regione Puglia.

Si tratta della maggior presenza commerciale italiana presente a Shanghai: uno sforzo che si affianca a quello dell’ICE, presente con un padiglione istituzionale in rappresentanza dell’Italia.  Le imprese che parteciperanno all’edizione di quest’anno con Fondazione Italia Cina, Camera di Commercio Italo Cinese e Aice provengono dai settori Food & Agricultural products, High-End Intelligent Equipment, Medical Equipment, Logistics e Quality Life.

 

Sono attesi 64 Paesi partecipanti, le cui produzioni saranno in mostra nei padiglioni nazionali distribuiti su un’area espositiva di 360 mila metri quadrati. Oltre 500 mila i buyers e visitatori che vi prenderanno parte, insieme a ospiti e rappresentanti da oltre 170 Paesi.  Nel 2018 hanno partecipato 150 Paesi e 3617 espositori, con la possibilità di presentare i loro prodotti e servizi a 600mila operatori, tra i quali 400 mila buyer domestici e oltre 6000 esteri.

Le intese siglate per l’acquisto di beni e servizi hanno totalizzato un valore di 57,83 miliardi di dollari: secondo quanto annunciato da Xi Jinping nel suo discorso di apertura l’anno scorso, nei prossimi quindici anni le autorità cinesi prevedono di importare beni per 30 mila miliardi di dollari e servizi per 10 mila miliardi di dollari.

Dal 5 al 10 novembre si riapriranno le porte del National Exhibition and Convention Center di Shanghai, che dar spazio alle migliori produzioni provenienti dall’estero. La CIIE la prima fiera in Cina dedicata esclusivamente all’importazione di prodotti e servizi, che incentiva la presenza di espositori stranieri. La Cina sta puntando sulla crescita dei consumi interni e l’importazione di prodotti di alta qualità è diventato un fattore strategico.

“La prima edizione era una novità, dalla seconda ci aspettiamo una conferma – dichiara Vincenzo Petrone, Direttore generale della Fondazione Italia Cina –. Questa iniziativa ha rappresentato una grande opportunità per le imprese italiane partecipanti, soprattutto  le PMI che hanno avuto la possibilit di un contatto con il mercato cinese anche senza avere un’esperienza gi strutturata nel Paese. Anche in questa edizione saremo protagonisti, coordinando la pi importante presenza di espositori italiani all’Expo: novanta imprese attive in diversi settori presenteranno prodotti e servizi di eccellenza del nostro Paese. La partecipazione commerciale e istituzionale italiana conferma l’importante sforzo di sistema essenziale per schiodare l’export italiano, stagnante nei primi sei mesi del 2019. Per questo motivo, oltre a quella dell’ICE, la nostra Fondazione supporta l’importante attivit promozionale che realizzeranno  la Cassa Depositi e Prestiti e le sue controllate Sace e Simest a supporto delle imprese partecipanti”.